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Circolare 223 - proiezione cinematografica "Il senso della be!lezza",Cinema Gaudium

Ai Docenti ed Allievi delle classi seconde,terze,quarte,quinte LS e del triennio CAT

Alle Famiglie

Al Personale ATA

E p.c. al DSGA

Oggetto: proiezione cinematografica "Il senso della be!lezza",Cinema Gaudium

Si comunica che giorno 19 dicembre 2017 alle ore 11.30 sarà proiettato presso il cinema Gaudium il film "Il senso della bellezza", il senso della bellezza,arte e scienza al CERN (organizzazione Europea per la ricerca Nucleare). Particelle,circuiti elettrici e galassie diventano arte attraverso la reinterpretazione di artisti contemporanei che sono ospitati ogni anno al Cern alla ricerca del senso della bellezza.Il film-evento è stato proiettato in tutte le grandi città europee ed adesso è nella nostra città. Il nostro istituto ha richiesto una proiezione, in relazione alla specificità dell'argomento, per i nostri alunni dell'indirizzo scÌentifico(seconde,terze,quarte,quinte) e del triennio CAT; considerata la valenza artistica del docu-film ed i rimandi all'arte contemporanea ,compatibilmente alla disponibilità di posti,i docenti delle quinte classi del turismo che fossero interessati a partecipare possono presentare modulo di partecipazione. I coordinatori di classe cureranno la raccolta delle autorizzazioni, la compilazione del modulo con le indicazioni degli alunni partecipanti e dei docenti accompagnatori entro il 5 dicembre.Il costo del biglietto è di 5 euro.

Gli alunni ,svolte le prime due ore si recheranno con i docenti accompagnatori al Cinema Gaudium .La proiezione avrà inizio alle h 11.30 e terminerà alle 13.30 .Alla fine della proiezione gli alunni saranno licenziati in loco. Si allega articolo tratto da La repubblica sul film evento.

Il Dirigente Scolastico

 

GINEVRA - Immaginare l'invisibile: è quel che accomuna scienziati e artisti. Oltre - è la battuta maligna che circola al Cern - al dover spiegare a cosa serve e perché deve essere finanziato il proprio lavoro. Ecco perché nell'auditorium dell'Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare, a Ginevra, fisici delle particelle e artisti d'avanguardia si sono ritrovati a parlare una stessa lingua, all'anteprima del documentario di Valerio Jalongo "Il senso della bellezza, arte e scienza al Cern", che verrà proiettato il 21 e 22 novembre in Italia. In alcune sale saranno presenti gli scienziati dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per rispondere al pubblico (l'elenco su www.ilsensodellabellezza-ilfilm.it). "Dal 2011 ogni anno il Cera ospita quattro artisti per tre mesi" spiega Monica Bello, spagnola, responsabile del programma Arts@Cern. Coreografi, esperti di arte digitale e di allestimenti multimediali: tutti il Cera ha accolto, affiancandoli a uno scienziato mentore. "L'unica condizione - spiega Bello - è che gli artisti non siano solo alla ricerca di una scenografia, ma abbiano voglia di capire". Molti degli artisti raccontano la loro esperienza nel film di Jalongo, in una danza di corpi e particelle, colori e traiettorie, note e risonanze, circuiti elettrici e pennellate, galassie e caverne, come quelle - gigantesche - che ospitano gli esperimenti di Lhc, il Large Hadron Collider del Cern Esperimenti, spiega nel documentario il fisico Paolo Giubellino "che sono simili alle grandi cattedrali gotiche, in cui il lavoro minuzioso di migliaia di persone si fonde in un unicum enorme e meraviglioso". Arte e fisica, spiega il regista, sono in fondo alle prese con la stessa domanda: "E questo come possiamo conoscerlo?". Problema diventato più attuale dopo che la fìsica, proprio lei, "ha frantumato lo specchio della realtà in mille frammenti". Il risultato è che oggi, spiega Marzio Nessi, fisico dell'esperimento Atlas, "siamo una comunità unita dalla ricerca dell'invisibile". In questo Lhc è "una macchina poetica" sostiene Jalongo. Perché con i suoi 1.300 magneti di 15 metri ciascuno raffreddati a 272 sotto zero è stata concepita "per andare a caccia di risposte". Ma nulla potrebbe senza intuizione, creatività, capacità di immaginare tracce invisibili.

"Il dialogo fra artisti e scienziati è sempre andato bene" racconta Bello. "L'unica barriera è la matematica. Dove iniziano le equazioni, la comprensione finisce". Eppure, sottolinea Luis Alvarez-Gaumé, fisico teorico, "a livello subatomico non c'è altro che la matematica, per tentare di capire". Perché fino all'800 i cinque sensi potevano bastarci. "Ma poi è arrivata la meccanica quantistica" racconta Gian Francesco Giudice, coordinatore dei teorici del Cern. "I suoi paradossi sembrano contraddire la realtà. Ma invece sono la realtà. La natura si comporta davvero così". Non ci resta allora che "provare a usare l'immaginazione" sorride Gaumé. "Ma ci accorgiamo che la natura ne ha così tanta più di noi". Per la prima volta, dopo il bosone di Higgs, "la fisica si ritrova senza una via maestra, alla ricerca di nuovi sentieri e direzioni" ammette Nessi.

"Da dove veniamo, che siamo, dove andiamo" è il quadro di Gauguin che John Ellis, inglese, decano dei teorici, ha nella sua stanza. "Mi ricorda tutti i giorni perché vengo al lavoro" sorride. In quel "velluto nero" che è la trama del cosmo Jalongo, conclude allora col chiedersi cosa sia "quella bellezza nascosta di cui siamo alla ricerca". Simmetria e semplicità, è la risposta che più piace ai fisici. "Ma una sorta di simmetria imperfetta" precisa Michelangelo Mangano, fisico teorico. "Perché se fosse perfetta sarebbe paralizzante, non ti darebbe modo di cambiare le cose". Tutti i tessitori di tappeti, racconta Jalongo, includevano un piccolo difetto nelle loro trame. Avevano paura che la perfezione intrappolasse le loro anime per l'eternità.

Elena Dusi(La Repubblica)

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